Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

L'Italia e la BERS

 

L'Italia e la BERS

sarajevo 

AGM EBRD - Sarajevo 2019

 

La BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) è un’Istituzione Finanziaria Internazionale costituita nel 1991 per (Art. dello Statuto): “favorire la transizione verso l’economia di mercato e promuovere l’iniziativa privata e imprenditoriale nei Paesi dell’Europa centrale ed orientale, impegnati ad applicare i principi della democrazia multipartitica, del pluralismo e dell’economia di mercato”. Per la realizzazione di tale mandato la Banca, che opera in collaborazione con altre IFI, agisce secondo un modello project-based, fornendo finanziamenti per progetti o investimenti, concedendo prestiti e garanzie e acquisendo partecipazioni azionarie. La Banca opera in un’ottica commerciale: i prestiti sono concessi a tassi di interesse di mercato e uno dei principi generali che governano tutte le operazioni è il sound banking (gli altri sono gli obiettivi di transizione e l’addizionalità).

Attualmente la BERS conta 69 paesi azionisti (ultimi in ordine San Marino e Libia), oltre all’Unione Europea e alla Banca Europea per gli Investimenti.

La BERS si caratterizza, rispetto alle altre banche multilaterali di sviluppo regionale, per la marcata accentuazione politica del proprio mandato: la sua assistenza a sostegno del processo di transizione economica non può prescindere dall’esistenza, nei paesi di operazione, di regimi democratici basati sul pluralismo e sul rispetto dei diritti umani. La verifica dell’adesione a tali principi è parte integrante delle operazioni della BERS, sulla base della political methodology approvata dal Consiglio di Amministrazione della Banca.

Lo Statuto prevede inoltre che la Banca dia prevalenza all’operatività verso il settore privato, una caratteristica che la rende unica nel panorama delle banche multilaterali di sviluppo. Complessivamente infatti non più del 40 percento del portafoglio può essere costituito da operazioni nel settore pubblico.

L’area di operazione si estende quindi tradizionalmente ai paesi dell’ex Confederazione degli Stati Indipendenti, al centro Asia, all’Europa baltica, centrale e balcanica. Nel processo seguito agli eventi della Primavera Araba del 2010, tradottosi nel sostegno espresso dai Capi di Stato e di Governo del G8 –Italia in testa- riuniti a Deauville nel maggio 2011, la Banca ha allargato il proprio mandato geografico verso i paesi del Mediterraneo sud-orientale (SEMED). Sono oggi azionisti e paesi di operazione BERS anche Egitto, Giordania, Marocco, Tunisia; e Libano dal 2017. La Libia è entrata nell’azionariato nel 2019. Dal luglio 2014 la Banca ha sospeso l’attività in Russia, a seguito di un indirizzo dei principali azionisti occidentali, pur conservando nel paese attività di contatto con i clienti esistenti e di gestione del portafoglio pregresso. Rispettivamente dal 2014 e dal 2016, su base temporanea, la Banca è inoltre operativa in due paesi dell’eurozona (Cipro e Grecia).

L’Italia è paese fondatore della BERS. La rilevanza della Banca per gli interessi italiani è evidente, in quanto l’area di intervento della Banca rappresenta una delle direttrici principali dell’interscambio commerciale e degli investimenti esteri italiani. Oltre ad essere rilevante azionista con una quota pari all’8,52 per cento, il nostro paese è anche un importante donatore della Banca. Contribuisce infatti alle operazioni della BERS anche tramite il sostegno al Technical Cooperation Funds Programme (TCFP) della Banca: un programma di assistenza tecnica finalizzato ad assicurare un maggiore impatto delle attività nei paesi di operazione. Al programma partecipano 30 paesi donatori e agenzie. L’Italia partecipa al TCFP con due principali Fondi a carattere generale: l’Italian Technical Cooperation Fund e il Central European Initiative Technical Cooperation Fund (del quale è l’unico donatore) e con l’Italian Cooperation Fund for Private Sector Development in Western Balkans (ICF-PSD), che mira a promuovere lo sviluppo del settore privato nei Balcani Occidentali, con particolare riguardo ai settori finanziario, energetico e delle piccole municipalità.

L’Italia ha inoltre costantemente contribuito alle iniziative lanciate nel tempo dal G7 per la sicurezza nucleare (Nuclear Safety Account e Chernobyl Shelter Fund pari a 102 milioni) per il piano di messa in sicurezza (SIPShelter Implementation Plan) del sito della ex centrale nucleare di Chernobyl, che la BERS è stata demandata a gestire dalla comunità internazionale. L’infrastruttura portante del piano è l’imponente e innovativo sarcofago scorrevole di copertura (NSC – New Safe Confinement), i cui lavori sono stati completati alla fine del 2017 e che è stato messo in posizione nel novembre 2016, a poco più di trent’anni di distanza dal disastro (aprile 1986).

In occasione degli Annual Meetings del 2018, il MEF ha firmato un accordo per il reimpiego di circa 10 milioni di euro disponibili sui due citati fondi a sostegno di una nuova linea di attività della BERS denominata Small Business Impact Fund (varato grazie all'impegno di otto donatori, nell'ambito della strategia BERS a favore dell'inclusione economica) per interventi a favore delle PMI, ritenute motore essenziale per la transizione dei paesi di operazione verso economie di mercato. All'interno di tale contributo, circa sei milioni (quattro per garanzie e due per assistenza tecnica) sono stati destinati al finanziamento di attività in un nuovo programma denominato "Youth Employment in SEMED", poi rinominato "SEMED Empower Youth Programe” in quanto vi è stata aggiunta una dimensione relativa alla promozione dell’imprenditorialità giovanile.

Nel 2018, la BERS ha raggiunto un volume di investimenti pari a € 9.5 miliardi, per 395 progetti. Tra gli altri positivi risultati vi sono: la crescita del settore privato (pari al 73% del totale degli impieghi); l'aumento delle operazioni in capitale di rischio (dal 4.5% al 9%); un portafoglio complessivo record di 43.3 miliardi di euro (con gli asset operativi che hanno raggiunto per la prima volta quota 30 miliardi). Confortanti, tutto sommato, anche i risultati finanziari, seppure in flessione rispetto ai due anni precedenti (370 milioni di profitti), a causa del rallentamento della performance in equity per la volatilità dei marcati internazionali soprattutto nella seconda parte del 2018 e per il deprezzamento di talune valute chiave nel quadro delle operazioni d'investimento della Banca. A livello regionale, i volumi di investimento più alti si sono registrati nell’area SEMED, in Europa dell’Est, nei Balcani e nel Caucaso.

A conferma della rinnovata attenzione della BERS per il quadrante SEMED (nel 2018 il Libano è diventato a tutti gli effetti azionista della banca e sono state avviate le prime operazioni), gli Annual Meetings 2018 si sono tenuti in Giordania. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha in tale circostanza deciso di avviare una riflessione più approfondita circa un ulteriore allargamento del perimetro geografico di operatività verso Sud.

Gli ultimi Annual Meetings della BERS si sono tenuti a Sarajevo l’8 e il 9 maggio 2019, con grande visibilità della regione balcanica e la conferma che essa, con oltre 11 miliardi di investimenti nella regione dalla fondazione della BERS, rimane una zona di operazione strategica per la Banca. A Sarajevo è stata approvata la Risoluzione che inquadra il lavoro che condurrà al prossimo documento di programmazione strategica (Strategic Capital Framework) per il periodo 2021-2025. In esso si enucleano cinque linee di azione:

a) Il rafforzamento delle politiche di investimento negli attuali paesi di operazione al fine di massimizzare il cosiddetto impatto di transizione;

b) I preparativi per un possibile ampliamento in nuovi paesi dell'area del Mediterraneo Medio Oriente, regione già inclusa nell'attuale ambito geografico di operatività della Banca;

c) Valutare l’opportunità di aumentate le riserve oltre gli attuali requisiti prudenziali, in funzione anticiclica;

d) Analizzare potenziali opzioni per un'espansione in nuovi paesi di operazione oltre l'attuale mandato geografico, segnatamente in taluni selezionati paesi dell'Africa o di altre regioni;

e) Esaminare l'eventuale opzione di restituire capitale agli azionisti.

Quale materiale di background della suddetta risoluzione, i Governatori a Sarajevo hanno anche preso atto del lavoro condotto dalla BERS nel corso dell’anno, e segnatamente:

a) una strategy review per stabilire, alla luce delle valutazioni paese per paese, i margini e le potenzialità per ottimizzare e aumentare l'azione della BERS nei paesi d'operazione per i rimanenti anni dell'attuale quadro strategico (SCF 2019 2020) e in quello successivo (SCF 2021-2025);

b) il pre-feasibility study per verificare, sulla base delle risultanze numeriche della citata revisione strategica e del quadro previsionale macro-economico del prossimo futuro, l'esistenza di capitale residuo per consentire una espansione delle attività della Banca a nuove aree geografiche (segnatamente, l'Africa Subsahariana), tenendo anche conto delle riflessioni in corso per la revisione delle politiche di cooperazione allo sviluppo da parte di varie istituzioni internazionali, in primis nella UE;

c) le Mid-Term Directions, analisi approfondita di alcuni tra i principali trend geo-economici globali dai quali non è possibile prescindere nella programmazione strategica futura, e dai quali trarre utili indicazioni e priorità circa il posizionamento della BERS.

Governatore: Roberto Gualtieri

Governatore aggiunto: Gelsomina Vigliotti

Direttore esecutivo: Filippo Giansante

Direttore esecutivo aggiunto: Massimo Carnelos

per approfondimenti sulla BERS e l'Italia consultare i siti BERS: http://www.ebrd.com/home  - http://www.ebrd.com/who-we-are/structure-and-management/shareholders/italy.html 


592