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Art and Museums

 

Art and Museums

18 May - 10:00

Art and Museums in times of crisis, Intervengono i direttori di: National Gallery, Wallace Collection, Estorick Collection, Scuderie del Quirinale. Partecipa la direttrice dell’IIC di Londra Katia Pizzi.

#ItalyRestArt è partita il 18 maggio con il webinar dedicato alle strategie adottate dai musei per reagire alla chiusura imposta dalla pandemia. Direttori di prestigiose istituzioni museali come la National Gallery (Gabriele Finaldi) e la Wallace Collection (Xavier Bray) di Londra e le Scuderie del Quirinale di Roma (Matteo Lafranconi) hanno messo a confronto e condiviso con il pubblico le proprie esperienze, affiancati nel dibattito dalla direttrice dell’Estorick Museum (museo (Roberta Cremoncini) e dalla direttrice di dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, Katia Pizzi.

La conversazione tra i direttori è stata moderata dalla giornalista del Sole 24 Ore Nicol Degli Innocenti ed ha affrontato temi di grande attualità. In primo luogo la trasposizione su digitale del materiale artistico dei musei in risposta alla necessità di continuare ad offrire al pubblico la possibilità di fruire delle opere d’arte.

Cosa fare in futuro di questo nuovo, corposo materiale digitale? Tecniche sempre più raffinate di proposizione di esperienze virtuali cambieranno in maniera stabile il rapporto del pubblico con l’opera d’arte? Il digitale sarà archiviato come un utile ma momentaneo palliativo o diventerà un complemento indispensabile (possibilmente sfruttabile anche a fini commerciali) dell’offerta di ogni museo? Domande che troveranno la loro risposta anche a seconda della forma che prenderà la nuova normalità e della sua durata.

È aperto il dibatitto su “come” riaprire. Interessanti in proposito le anticipazioni di Matteo Lafranconi su come le Scuderie organizzeranno le visite alla mostra su Raffaello (percorsi obbligati, tempi contingentati, gruppi “scortati”e distanziati).

Acute le osservazioni di Gabriele Finaldi, Xavier Bray e Lafranconi su quale potrà essere l’impatto sull'attività dei musei di un cambiamento più generalizzato di abitudini e sensibilità collettive nel medio periodo; a partire da una prevedibile diminuzione degli spostamenti su scala globale e da una maggiore attenzione agli effetti sul clima dei voli di lungo raggio. Sarà ancora socialmente accettabile movimentare ingenti risorse (umane, strumentali, finanziarie) per realizzare grandi mostre? O si andrà verso esposizioni temporanee di un numero ridotto di opere d’arte più agilmente e generosamente scambiate tra i musei?


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