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Politica ricerca e sviluppo

 

Politica ricerca e sviluppo

POLITICA, RICERCA E SVILUPPO

Il Regno Unito gode di una lunga tradizione di eccellenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, soprattutto grazie ai numerosi contributi innovativi che il Paese ha prodotto in questi anni. Per dare una misura, almeno sommaria, del calibro della scienza britannica nel contesto mondiale è utile ricordare che il Regno Unito annovera tra i suoi cittadini ben 84 scienziati cui è stato conferito il premio Nobel (un numero inferiore soltanto a quello degli Stati Uniti d'America), numero che sale poi a 120 se si considerano i ricercatori nati in un altro paese ma che hanno ottenuto il premio Nobel per una ricerca svolta nel Regno Unito.

Il Regno Unito inoltre, pur avendo intorno all' 1% della popolazione mondiale, vede i suoi ricercatori coinvolti nella produzione di circa il 16% degli articoli scientifici e accademici più citati nel mondo e nel 20% delle pubblicazioni europee, più di quanto faccia qualsiasi altro Paese dell’ UE.

Tra le motivazioni di questo grande successo si annovera il fatto che il Regno Unito tiene in altissima considerazione ricerca e innovazione, tanto da considerarle indispensabili per il proprio sviluppo economico. Non a caso, nell’assetto organizzativo del governo britannico business, strategia industriale, ricerca e innovazione scientifica sono gestiti dallo stesso dipartimento, cioè il ‘Department for Business, Energy & Industrial Strategy’ (BEIS), al cui interno opera il Ministro dell’ Università, Scienza, Ricerca e Innovazione (attualmente, Jo Johnson). E’ significativo anche che tutte le funzioni relative alla formazione appartengano ad un dipartimento separato – il ‘Department for Education’ (DfE) – con il quale però Jo Johnson collabora per questioni relative alla formazione universitaria (il Ministro dell’ Università, Scienza, Ricerca e Innovazione è infatti un ministro congiunto tra il BEIS e il DfE). Infine, il BEIS lavora anche a stretto contatto con il ‘Department of Health’, insieme al quale coordina la ricerca nel campo della salute.

Gli ultimi anni hanno visto molte novità per quanto riguarda le politiche britanniche sulla ricerca scientifica, l’innovazione e l’alta formazione. Citiamo in proposito i seguenti documenti:

· Nurse Review, una review commissionata a Sir Paul Nurse dal governo britannico nel 2014, che suggerisce nuove linee guida per gestire la ricerca nel Regno Unito, focalizzandosi in particolare sul ruolo e l’organizzazione dei Research Councils (per maggiori dettagli sui Research Councils, consultare la sezione ‘Quadro Istituzionale’)

Un sommario dei contenuti della Review si puo’ trovare qui.

· I suggerimenti contenuti nella Nurse Review sono stati poi discussi nel White Paper 'Success as a knowledge economy: teaching excellence, social mobility and student choice', pubblicato dal BEIS nel Maggio 2016 e avente l’intento di dettagliare i piani del governo per la riforma dell’ alta formazione e del sistema di ricerca nel Regno Unito.

· I principi del White Paper sono stati infine trasformati in legge con l’Higher Education and Research Bill, che è stato approvato dalle due Camere e ha ricevuto l’Assenso Reale nell’Aprile 2017.

Tra le maggiori novità introdotte da questi documenti troviamo il Teaching Excellence Framework (TEF) – che viene affiancato al già esistente Research Excellence Framework (REF) – l’UK Research and Innovation (UKRI) e l’Office for Students (OfS), che verranno discussi in seguito.

 

UNIVERSITA’ BRITANNICHE E COME ACCEDERVI

La natura pubblica o privata delle università britanniche è oggetto di discussione. Storicamente, le università britanniche nascono come istituzioni private e mantengono questa caratteristica nell’ampio grado di autonomia di cui godono, come ad esempio nel reclutamento dei docenti e degli studenti. D’altro canto, però, esse hanno l’obbligo di osservare alcuni parametri fissati per legge: per esempio, le istituzioni di alta formazione devono rispettare dei requisiti se vogliono che sia loro riconosciuto dallo stato il potere di conferire titoli accademici (Degree Awarding Powers, DAPs); inoltre, il tetto massimo delle rette che esse possono richiedere dagli studenti è fissato dal governo, e parte dei loro finanziamenti deriva da fondi statali.

L’accesso al sistema universitario britannico avviene attraverso un ente chiamato ‘Universities and Colleges Admissions Service’ (UCAS), che funge da guida per gli studenti nella loro scelta del percorso universitario e fa da ponte tra gli studenti e gli istituti di educazione superiore, gestendo il processo di domanda e ammissione.

Non è l’UCAS, però, a stabilire i requisiti di accesso ai vari corsi, infatti una regola fondamentale del sistema universitario del Regno Unito è che ogni università è libera di decidere i propri criteri di ammissione. Generalmente, le università valutano i candidati sulla base dei loro punteggi all’esame di scuola superiore (gli A-levles per il Regno Unito), del loro personal statement – una breve composizione in cui gli studenti presentano i motivi che li hanno spinti a scegliere il percorso universitario in questione – e, a volte, di un’intervista.

Le tasse universitarie e i fondi disponibili per coprirle differiscono in base a dove, nel Regno Unito, si intende studiare. In generale, per gli anni 2017/2018 e 2018/2019 gli istituti superiori possono domandare fino a £9250 di tasse per i corsi full-time. Maggiori informazioni sui costi possono essere trovate sui siti web delle diverse istituzioni, mentre per quanto riguarda le borse di studio e i prestiti disponibili è possibile consultare le seguenti pagine:

· Scozia

· Galles

· Irlanda del Nord

· Inghilterra

PS: finora è stato confermato che per gli studenti europei sarà ancora possibile accedere ai prestiti universitari in UK sia per l’undergraduate che per il graduate level per i corsi che inizieranno nel 2017/2018 e 2018/2019.

PPS: le ammissioni per Masters e PhD non sono gestite dall’UCAS, ma gli studenti devono fare domanda di ammissione direttamente alle universita’ in questione.

UNIVERSITA’ E RICERCA

Nel Regno Unito, la gran parte della ricerca scientifica e accademica si svolge all’interno delle università, fatta eccezione per alcuni istituti indipendenti, come il Francis Crick Institute e l’ MRC Laboratory of Molecular Biology (LMB), che rimangono comunque in stretti rapporti con le istituzioni universitarie.

La ricerca in UK ha inoltre un doppio canale di finanziamento:

· Finanziamento ex post, gestito dal Research Excellence Framework (REF) e dal nuovo Teaching Excellence Framework (TEF) - quest’ultimo ancora in via di sperimentazione – che ha come obiettivo quello di premiare la performance delle istituzioni di ricerca sulla base delle ricerche fatte e del loro impatto, e sulla base della qualità dell’insegnamento.

· Finanziamento ex ante, gestito dai Research Councils e assegnato sulla base di specifici progetti di ricerca a singoli ricercatori.

Teaching Excellence Framework (TEF)

Il TEF è un nuovo sistema introdotto dal governo per riconoscere e premiare l’eccellenza delle università nel campo dell’insegnamento (undergraduate) e per fornire agli studenti informazioni utili e chiare su questo settore dell’alta formazione. Il TEF ha come obiettivo quello di fornire agli atenei incentivi sia reputazionali che finanziari: avere un alto rating significa non solo attirare più studenti – soprattutto considerando che il governo ha eliminato il tetto massimo di candidati che queste istituzioni possono ammettere – ma significa anche avere la possibilità di mantenere il livello delle tasse universitarie in linea con l’inflazione.

La partecipazione al TEF avviene su base volontaria, e i partecipanti ricevono una ‘medaglia’ d’oro, argento o bronzo che riflette la qualità del loro insegnamento e ambiente di apprendimento, oltre che i risultati dei loro studenti.

A proposito delle tasse universitarie, il TEF ha suscitato crescenti controversie: l’Unione Nazionale degli Studenti del Regno Unito è infatti impegnata in una campagna che combatte il provvedimento per cui le università possano aumentare le rette in base alla loro punteggio nel TEF e sta incoraggiando gli studenti a boicottare la National Student Survey, utilizzata come uno dei tre parametri sulla base dei quali verrà calcolato tale punteggio.

Research Excellence Framework (REF)

Il Teaching Excellence Framework viene affiancato al già esistente REF, il cui compito è invece quello di valutare e premiare le diverse istituzioni sulla base della ricerca scientifica da loro prodotta: in base alla qualità del loro lavoro, tali istituzioni ricevono finanziamenti per la durata di sei anni. Una review sul funzionamento e gli obiettivi del REF è stata pubblicata nel luglio 2016 da Lord Nicholas Stern e si può trovare qui.

COLLABORAZIONI SU RICERCA E SVILUPPO TRA ITALIA E REGNO UNITO

Attualmente è in corso una collaborazione tra la Royal Society – un’ accademia scientifica indipendente del Regno Unito e del Commonwealth – e il CNR (Consiglio Nazionale della Ricerca) che ha portato alla creazione di un nuovo grant, il Royal Society – CNR International Exchanges Award.

Questo mette a disposizione fino a £12.000 per progetti della durata di 2 anni, che coprono costi di viaggio e sussistenza, inclusi un massimo di £2.000 per spese di ricerca. Per informazioni su come accedervi, fare riferimento al link indicato sopra.

BREXIT E SCIENZA

Il governo britannico ha creato un working group composto da BEIS, DfE e DExEU (Department for Exiting the European Union) per lavorare su questioni strettamente legate al campo della scienza e della ricerca e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. A capo del working group c’è Jo Johnson, Ministro dell’Università, Scienza, Ricerca e Innovazione.

Nel Febbraio 2017 il DExEU ha pubblicato "The United Kingdom’s exit from and new partnership with the European Union White Paper", un documento in cui il governo espone i propri piani riguardo ai negoziati e alla futura partnership con l’Unione Europea. Il punto numero 10, dal titolo “Ensuring the United Kingdom remains the best place for science and innovation”, è dedicato esclusivamente a Brexit & Scienza.

A Settembre 2017, inoltre, è stato pubblicato dal DExEU il “Collaboration on science and innovation. A future partnership paper”, il primo di una serie di documenti volti a presentare la visione del governo britannico sui futuri rapporti tra Regno Unito e Unione Europea.


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