﻿{"id":466,"date":"2023-03-20T13:51:53","date_gmt":"2023-03-20T12:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/?page_id=466"},"modified":"2026-09-11T12:31:08","modified_gmt":"2026-09-11T10:31:08","slug":"rapporti-economici-bilaterali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/italia-e-regno-unito\/diplomazia-economica\/rapporti-economici-bilaterali\/","title":{"rendered":"Rapporti economici bilaterali"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia britannica continua ad attraversare una fase di transizione dopo una serie di shock iniziati con la grande crisi finanziaria del 2007-2013 e proseguiti con Brexit, pandemia e, da ultimo, il conflitto russo-ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La versione aggiornata a marzo 2026 del Fiscal and economic outlook dell\u2019Office for Budget Responsibility (OBR) conferma un quadro in chiaroscuro, in cui i presupposti per una ripresa del tenore di vita dopo il calo record del 2023 restano ancora incerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita economica, assestatasi sull\u20191,4% nel 2025, \u00e8 prevista rallentare all\u20191,1% nel 2026. Nel medio periodo, secondo le stime dell\u2019OBR, dovrebbe tornare ad aumentare fino all\u20191,6%. Dopo i picchi del 2022 (11% nel mese di ottobre), l\u2019inflazione si e\u2019 assestata a giugno 2026 al 2.6%. Pesano, tuttavia, sul rilancio dell\u2019economia e sull\u2019andamento del tasso d\u2019inflazione, oltre ai persistenti shock commerciali causati dalla Brexit, anche l\u2019incertezza derivante dagli scenari geopolitici che si riflettono sui costi dell\u2019energia (i pi\u00f9 elevati tra i G7) e sul livello di investimenti (attualmente in contrazione). Rimane elevato rispetto agli standard internazionali, anche se in graduale riduzione, l\u2019indebitamento netto del settore pubblico, pari al 5,2% nel 2024-2025 ma previsto calare al 4,3% nel 2026. Il costo del debito, per quanto in linea con la media delle economie G7, \u00e8 cresciuto significativamente negli ultimi anni, passando dall\u20191,7% del PIL nel 2019-2020 al 3,6% del PIL nel 2024-2025. I titoli di Stato decennali britannici (gilts) presentano al momento il rendimento pi\u00f9 elevato tra i Paesi G7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Budget presentato nel novembre 2025 dalla Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha contenuto misure di riduzione della spesa e dell\u2019indebitamento pubblico, che dovrebbe scendere e arrivare ad attestarsi \u2013 nel 2030-2031 \u2013 al 2% del PIL. Ove confermate, tali proiezioni porterebbero il Regno Unito su una traiettoria di contenimento del debito pubblico su livelli pi\u00f9 sostenibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rilancio dell\u2019economia nazionale e il contrasto alla \u201ccost of living crisis\u201d sono al centro delle priorit\u00e0 del nuovo governo guidato da Andy Burnham, ex sindaco di Manchester che ha sostituito il predecessore Keir Starmer alla guida del partito Laburista e a Downing Street nel luglio 2026. Le prime misure economiche adottate da Burnham sono andate in tale direzione: riduzione degli oneri fiscali sulle bollette energetiche residenziali, introduzione di un tetto nazionale massimo sul prezzo delle corse degli autobus, misure a supporto del \u201cvocational training\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Misure pi\u00f9 incisive dovranno attendere la pubblicazione del Budget autunnale (Autumn Statement), annunciato per il 28 ottobre 2026. La sfida per il Cancelliere dello Scacchiere John Healey, ex Ministro della Difesa nel Governo Starmer, sar\u00e0 quella di presentare misure ambiziose per il rilancio della crescita e il contrasto al costo della vita, evitando il ricorso a nuovo indebitamento e, al contempo, garantendo il rispetto degli impegni internazionali sul progressivo incremento delle spese per la difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sul piano economico, i rapporti tra Regno Unito e Italia sono stretti ed articolati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo gennaio-giugno 2026, i flussi commerciali bilaterali hanno superato i 17 miliardi di euro (-3.4% rispetto al 2025), pressoch\u00e9 ritornando ai livelli pre-Brexit. L\u2019Italia \u00e8 risultata il 7\u00b0 fornitore (con una quota di mercato del 3.5%) e 12\u00b0 cliente del Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019export dell\u2019Italia verso il Regno Unito \u00e8 diminuito del 5.8% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a 13,2 miliardi di euro, mentre le importazioni dal Regno Unito sono aumentate del 5.3% superando i 4 miliardi di euro. Dal 2022, l\u2019export italiano si e\u2019 mantenuto stabilmente al di sopra dei livelli pre-Brexit: nel 2019 era pari a 25,2 miliardi di euro, rispetto ai 27,3 miliardi del 2022, ai 26,1 miliardi del 2023, ai 27,4 miliardi del 2024 e ai 27,0 miliardi del 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Italia si colloca al dodicesimo posto tra i principali partner commerciali del Regno Unito <\/strong>e al settimo posto nella graduatoria dei paesi fornitori del Regno Unito. I principali prodotti esportati dall\u2019Italia nel periodo gennaio-giugno 2026 sono stati prodotti alimentari, bevande e tabacco (\u20ac2.176 milioni), mezzi di trasporto esclusi macchine e impianti (\u20ac2.105 milioni), macchinari e apparecchiature n.c.a. (\u20ac1.934 milioni), metalli di base e prodotti in metallo (\u20ac1.481 milioni), prodotti tessili e dell\u2019abbigliamento, pelle e accessori (\u20ac997 milioni), prodotti delle altre attivit\u00e0 manifatturiere (\u20ac893 milioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principali prodotti importati nel periodo gennaio-giugno 2026 dal Regno Unito sono mezzi di trasporto (\u20ac1.089 milioni), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti\u00a0 (\u20ac515 milioni), macchinari e apparecchi n.c.a. (\u20ac498 milioni), computer, apparecchi elettrici e ottici (\u20ac331 milioni), sostanze e prodotti chimici (\u20ac234 milioni), prodotti alimentari, bevande e tabacco (\u20ac232 milioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli IDE hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nell\u2019economia del Regno Unito. <\/strong>Nel periodo 2024-2025 si sono registrati nel Regno Unito 1.375 progetti di investimenti diretti esteri (IDE). Nel periodo 2024-2025, nel Regno Unito grazie agli IDE sono stati creati 69,355 nuovi posti di lavoro e ne sono stati salvaguardati 10.195. Per quanto riguarda i paesi di provenienza, gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale mercato di origine per il Regno Unito in termini di progetti di IDE nel periodo 2024-2025 con 329 progetti, seguito da India (106) e Germania (83). L\u2019Italia \u00e8 risultata dodicesima con 38 progetti (<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/statistics\/dbt-inward-investment-results-2024-to-2025\/dbt-inward-investment-results-2024-to-2025-html-version\">DBT inward investment results 2024 to 2025<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il profilo bilaterale, nel 2024, lo stock di IDE dall\u2019Italia nel Regno Unito \u00e8 stato di 18 miliardi di sterline,10,2 miliardi di sterline in pi\u00f9 rispetto a nel 2023. Nello stesso periodo, lo stock di IDE dal Regno Unito in Italia \u00e8 stato di 22,3 miliardi di sterline, l\u201919,8% o 3,7 miliardi di sterline in pi\u00f9 rispetto al 2023 <a href=\"https:\/\/assets.publishing.service.gov.uk\/media\/6a69ccb20825cc51a6c37cb6\/italy-trade-and-investment-factsheet-2026-07-31.pdf\">(Trade and Investment fact sheet<\/a>). Invece sul fronte dei numeri di progetti i dati registrati da EY segnalano, per il 2024, che dal Regno Unito proviene il 11% degli investimenti totali verso l\u2019Italia. Il Regno Unito \u00e8 sceso al quarto posto come principale fonte di IDE verso l\u2019Italia, dopo Stati Uniti, Germania e Francia (<a href=\"https:\/\/www.ey.com\/it_it\/newsroom\/2025\/07\/ey-attractiveness-italy-2025\">EY Italy Attractiveness Survey Italia 2025<\/a>). Il Regno Unito ha per\u00f2 riconquistato la terza posizione nel 2025 con 11% degli investimenti totali verso l\u2019Italia, condividendo il terzo posto sul podio con la Francia, dietro a Stati Uniti e Germania. (<a href=\"https:\/\/www.ey.com\/it_it\/newsroom\/2026\/07\/ey-attractiveness-survey-italy-nel-2025-litalia-consolida-la-propria-quota-di-mercato-in-europa\">EY Italy Attractiveness Survey Italia 2025<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi 10 anni, il Regno Unito \u00e8 stata la seconda destinazione mondiale, dopo gli Stati Uniti, per maggior volume di <strong>IDE &#8220;<em>greenfield<\/em>&#8220;<\/strong> a livello globale in termini di <em>capital expenditure<\/em>, per un totale di 447,3 miliardi di sterline e 11.141 progetti. Nel 2024 il Regno Unito si \u00e8 collocato terzo dopo Stati Uniti e India, con 67,6 miliardi di sterline distribuiti su 1.018 progetti.\u00a0 I principali settori per IDE \u201c<em>greenfield<\/em>\u201d nel Regno Unito negli ultimi 10 anni sono stati le industrie dell&#8217;energia pulita, tecnologie e manifattura avanzata. Mentre i settori che hanno ricevuto la maggiore crescita di spesa sono stati la difesa e le scienze della vita (<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/publications\/overview-of-greenfield-foreign-direct-investment-fdi-2003-to-2024\/overview-of-greenfield-foreign-direct-investment-fdi-2003-to-2024\">Overview of Greenfield foreign direct investment FDI<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Relativamente alle\u00a0<strong>imprese italiane investitrici nel Regno Unito<\/strong>, un settore di punta \u00e8 quello energetico, grazie al contributo delle attivit\u00e0 di ENI e di diverse consociate del gruppo, al quale si aggiungono aziende quali Saipem, ERG, Nadara. Il settore della difesa \u00e8 parimenti molto rilevante, rappresentato principalmente dal gruppo Leonardo, come anche quello degli autoveicoli, presente nel Paese con i diversi marchi del gruppo Stellantis<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le altre imprese italiane con impianti produttivi e che hanno investito nel Regno Unito vanno senz\u2019altro ricordate\u00a0<em>Prysmian, Tratos, Seda Packaging Group, CNH, Sofidel, Maschio Gaspardo, Bifrangi, Zambon, Assicurazioni Generali, Mapei, Kinexia, Bifrangi,\u00a0il gruppo\u00a0Biscaldi\u00a0con\u00a0T\u0177 Nant Spring Water, MSC Cruises, Pirelli, Guala Closure e i gruppi farmaceutici Chiesi e Menarini.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Menzione a parte meritano anche tutti i marchi prestigiosi del\u00a0<strong>Made in Italy<\/strong>\u00a0dei settori della\u00a0<strong>moda<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>design<\/strong>\u00a0quali, tra i tanti, Armani, Versace, Prada, Loro Piana, Brunello Cucinelli, Dolce&amp;Gabbana, Max Mara, Bulgari, Ermenegildo Zegna, Tod\u2019s, Furla, Sergio Rossi, Natuzzi, Scavolini, Alessi, Guzzini, Moleskine, Piquadro, nonch\u00e9 i marchi dei gruppi OTB (Diesel, Maison Margiela), Calzedonia (Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri) e Vicini (Vicini, Giuseppe Zanotti Design), che negli ultimi anni hanno investito ingenti risorse nella promozione e distribuzione sul mercato britannico, in particolare a Londra, tramite l\u2019apertura di showroom e punti vendita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il\u00a0<strong>settore finanziario<\/strong>\u00a0costituisce uno dei fulcri principali nei rapporti economico-bilaterali tra i due Paesi, in quanto Londra e la sua City rappresentano una delle prime piazze finanziarie a livello globale nonch\u00e9 una base di partenza per investimenti diretti in Europa anche da parte di numerosi investitori asiatici e del Nord America. I principali gruppi bancari italiani operanti nel settore finanziario sono Banca Intesa, Unicredit e Mediobanca. Negli ultimi anni si sono anche affermate importanti aziende italiane del Fintech. Molto attivi su questa piazza sono inoltre fondi italiani di\u00a0<em>private equity<\/em>,\u00a0<em>hedge fund<\/em>\u00a0e\u00a0<em>family office<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019economia britannica continua ad attraversare una fase di transizione dopo una serie di shock iniziati con la grande crisi finanziaria del 2007-2013 e proseguiti con Brexit, pandemia e, da ultimo, il conflitto russo-ucraino. La versione aggiornata a marzo 2026 del Fiscal and economic outlook dell\u2019Office for Budget Responsibility (OBR) conferma un quadro in chiaroscuro, in [&hellip;]","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":80,"menu_order":4,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-466","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=466"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7814,"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/466\/revisions\/7814"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/80"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}