﻿{"id":77,"date":"2022-11-25T11:35:50","date_gmt":"2022-11-25T10:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/?page_id=77"},"modified":"2026-01-30T14:32:46","modified_gmt":"2026-01-30T13:32:46","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"left\">Casa Italia<\/h3>\n<h3 align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5947 img-fluid\" src=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Facciata-Nuova-Sede-182x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Facciata-Nuova-Sede-182x300.jpg 182w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Facciata-Nuova-Sede-622x1024.jpg 622w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Facciata-Nuova-Sede-768x1264.jpg 768w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Facciata-Nuova-Sede.jpg 972w\" sizes=\"auto, (max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8<strong>\u00a0<\/strong>stata inaugurata ad ottobre 2025 Casa Italia, la sede che ospita gli uffici dell\u2019Ambasciata d&#8217;Italia a Londra, dell\u2019Istituto Italiano di Cultura e dell\u2019ICE &#8211; Agenzia per la promozione all\u2019estero e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. Si trova accanto a Buckingham Palace, nel centro nevralgico della vita politica e istituzionale del Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casa Italia \u00e8 luogo di incontro di tutte le componenti del Sistema Italia. \u00c8 una vetrina che promuove il nostro Paese a 360 gradi, coniugando l\u2019anima economica, culturale, artistica e sociale in un unico centro. Frutto di un lavoro di squadra tra gli uffici del Ministero degli Esteri, l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Londra, l\u2019Istituto Italiano di Cultura e l\u2019ICE, le principali aziende italiane di design e arredamento, musei italiani e britannici, Casa Italia vuole essere uno spazio aperto a tutti: rappresentanti delle istituzioni; imprenditori; cittadini; studenti; accademici e scienziati; sportivi; giornalisti; esponenti del mondo dell\u2019arte e della cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 align=\"left\">La Residenza<\/h3>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-90 img-fluid\" src=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Grosvenor-Square.jpg\" alt=\"Grosvenor Square\" width=\"476\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Grosvenor-Square.jpg 1139w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Grosvenor-Square-300x191.jpg 300w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Grosvenor-Square-1024x652.jpg 1024w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Grosvenor-Square-768x489.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-5944 img-fluid\" src=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Residenza-209x300.png\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Residenza-209x300.png 209w, https:\/\/amblondra.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Foto-Residenza.png 712w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">La Residenza dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia al numero 4 di Grosvenor Square \u00e8 un luogo di grande fascino sia per la collezione di opere d\u2019 arte che possiede, sia per la storia del palazzo in cui \u00e8 ospitata.\u00a0\u00a0Il suolo occupato oggi dalla piazza e l\u2019area circostante erano un tempo parte del feudo di Ebury, che apparteneva all\u2019 Abbazia di Westminster e successivamente pass\u00f2 alla Corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1623 Giacomo I vendette il feudo ad alcuni privati, e nel 1625 esso venne acquistato da Hugh Audley, che alla sua morte lo lasci\u00f2 alla moglie, Mary Davies, la quale in seconde nozze spos\u00f2 Sir Thomas Grosvenor, il cui figlio, Sir Richard, inizi\u00f2 a costruire sopra il terreno ereditato intorno al 1710. Il progetto di Sir Richard era ambizioso. Nelle sue intenzioni Grosvenor Square doveva essere una delle pi\u00f9 grandi piazze di Londra ed estendersi per pi\u00f9 di sei acri. I suoi palazzi dovevano essere contemporaneamente maestosi ed eleganti, facenti parte di un piano urbanistico armonico che si doveva sviluppare lungo i quattro lati della piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto per il fianco Est fu in origine preparato dall\u2019 architetto scozzese Colen Campbell (1676-1729), ma mai trasformato in realt\u00e0. L\u2019Ashmolean Museum di Oxford possiede un disegno di Campbell che testimonia il Neo-Palladianismo della sua proposta, che venne scartata per ragioni rimaste oscure. I lavori di costruzione del lato Est iniziarono comunque nel 1725 sotto la direzione di John Simmons. Il palazzo al numero 4, che essendo quello centrale era anche il pi\u00f9 importante, fu completato nel 1728, ed entro il 1735 tutte le sette costruzioni del lato orientale della piazza vennero portate a termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo al numero 4 differiva dagli altri non solo per le dimensioni maggiori, ma anche per il corpo centrale sporgente e coronato da un frontone. Inoltre, alcuni dei suoi elementi decorativi erano ripetuti sui palazzi alle estremit\u00e0, dando cos\u00ec all\u2019intera schiera di palazzi un\u2019impressione di uniformit\u00e0. Nonostante il grande prestigio della sua posizione e la bellezza della sua architettura, lo stabile in cui oggi si trova la Residenza dell&#8217;Ambasciatore d\u2019Italia non trov\u00f2 acquirenti, fino a quando nel 1739 Simmons prese la decisione piuttosto insolita di farne il premio di una lotteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vincitore fu Francis Howard, primo Conte di Effingham, il quale affitt\u00f2 il palazzo a Edward Howard, nono Duca di Norfolk, che vi visse fino al 1741. Nel febbraio dell\u2019 anno successivo Lord Effingham cedette l\u2019 immobile per 5.500 Sterline a Thomas Watson-Wentworth, Conte di Malton e poi primo Marchese di Rockingham, il quale decise di modificarlo profondamente cambiando la disposizione degli interni e decorando i soffitti con stucchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suo figlio Charles, secondo Marchese di Rockingham e Primo Ministro nel 1765 e nel 1782, abit\u00f2 nella casa di Grosvenor Square dal 1751 fino alla morte, nel 1782, quando la lasci\u00f2 in eredit\u00e0 al nipote William Wentworth, quarto Conte Fitzwilliam, che vi risiedette per cinquant\u2019anni. Lord Fitzwilliam fu un uomo politico assai importante e ricopr\u00ec vari incarichi, tra cui nel 1795 quello di Luogotenente dell\u2019 Irlanda, da cui fu esautorato dopo solo otto giorni dal primo Ministro Pitt a causa della sua ferma intenzione di applicare immediatamente l\u2019atto di emancipazione dei cattolici. Egli invest\u00ec somme ingenti nel palazzo di Grosvenor Square, come ad esempio nel 1785, quando spese ben 3.986 Sterline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Fitzwilliam rinnovarono l\u2019immobile ancora nel 1872 e nel 1902, aggiungendovi un piano ed corpo sul retro per collegarlo con le costruzioni su Three Kings Yard. Nel 1931 il settimo Conte Fitzwilliam restitu\u00ec il possesso del palazzo ai Grosvenor, che non ne avevano mai alienato la propriet\u00e0, ed il 25 marzo dello stesso anno, Hugh Grosvenor, Duca di Westminster, cedette l\u2019usufrutto per duecento anni allo Stato Italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Casa Italia \u00c8\u00a0stata inaugurata ad ottobre 2025 Casa Italia, la sede che ospita gli uffici dell\u2019Ambasciata d&#8217;Italia a Londra, dell\u2019Istituto Italiano di Cultura e dell\u2019ICE &#8211; Agenzia per la promozione all\u2019estero e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. 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