﻿{"id":7231,"date":"2026-06-09T16:30:59","date_gmt":"2026-06-09T14:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/?p=7231"},"modified":"2026-06-09T16:30:59","modified_gmt":"2026-06-09T14:30:59","slug":"i-manoscritti-di-leonardo-da-vinci-riuniti-per-la-prima-volta-dopo-400-anni-in-una-nuova-piattaforma-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amblondra.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2026\/06\/i-manoscritti-di-leonardo-da-vinci-riuniti-per-la-prima-volta-dopo-400-anni-in-una-nuova-piattaforma-digitale\/","title":{"rendered":"I manoscritti di Leonardo da Vinci riuniti per la prima volta dopo 400 anni in una nuova piattaforma digitale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Londra \u2013 in collaborazione con il Museo Galileo e il Ministero della Cultura \u2013 ha ospitato il lancio di una nuova piattaforma online che riunisce per la prima volta dopo oltre 400 anni le due principali raccolte di scritti e disegni di Leonardo da Vinci. Consultabile da oggi, 8 giugno 2026, all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/teche.museogalileo.it\/leonardo\/\">teche.museogalileo.it\/leonardo<\/a>, <strong>Leonardotheka<\/strong> costituisce la pi\u00f9 vasta risorsa digitale al mondo dedicata ai manoscritti vinciani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A coronamento di un progetto decennale ideato da Museo Galileo e sviluppato in partnership con il Royal Collection Trust, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci e realizzato grazie all\u2019impegno di illustri studiosi e degli esperti IT del Museo Galileo, circa 3.500 pagine di manoscritti di Leonardo, rimaste separate sin dalla fine del XVI secolo, sono state finalmente riunite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leonardotheka offre una nuova prospettiva sul pensiero, la visione e il metodo di lavoro di Leonardo. Grazie al restauro digitale di una parte dei fogli, la piattaforma evidenzia la connessione esistente tra gli studi scientifici e i disegni figurativi del Genio toscano, arbitrariamente separati da Pompeo Leoni alla fine del \u2018500.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Museo Galileo ha promosso la collaborazione tra varie istituzioni &#8211; integrando le competenze dei massimi esperti mondiali con le conoscenze accumulate in secoli di studi &#8211; con l\u2019obiettivo di ampliare l\u2019accesso alla ricca eredit\u00e0 di Leonardo attraverso una piattaforma pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leonardotheka riunifica i 1.119 fogli del Codice Atlantico &#8211; la pi\u00f9 vasta raccolta di scritti di Leonardo facente capo ad un unico corpus, custodita presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana &#8211; con il pi\u00f9 importante nucleo di disegni figurativi, anatomici, paesaggistici e naturalistici del Genio di Vinci, ovvero i circa 550 fogli della Royal Collection di Windsor. Queste due collezioni &#8211; provenienti originariamente dal medesimo insieme di manoscritti vergati da Leonardo dalla met\u00e0 degli anni Settanta del Quattrocento fino alla sua morte nel 1519 &#8211; sono oggi digitalmente ricongiunte in una piattaforma accessibile a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte di Leonardo, Francesco Melzi &#8211; il suo ultimo allievo &#8211; eredit\u00f2 tutti i manoscritti. Questi ultimi finirono poi nelle mani, per\u00f2, dello scultore aretino Pompeo Leoni, che smembr\u00f2 taccuini e fogli sciolti, distribuendo il materiale cos\u00ec ottenuto in due album: nel primo \u2013 il pi\u00f9 consistente \u2013 colloc\u00f2 illustrazioni e scritti relativi ad argomenti tecnici e scientifici, riservando il secondo agli studi artistici e figurativi. All\u2019inizio del XVII secolo Polidoro Calchi, genero di Leoni, eredit\u00f2 i manoscritti e vendette l\u2019album pi\u00f9 corposo, in seguito denominato Codice Atlantico, al conte Galeazzo Arconati, che lo don\u00f2 alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana nel 1637. L\u2019altro album, contenente i lavori figurativi, fu portato in Inghilterra negli anni venti del Seicento ed entr\u00f2 a far parte della Royal Collection intorno al 1670, probabilmente come dono destinato a re Carlo II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova versione di Leonardotheka ha consentito la ricomposizione di 50 manoscritti, grazie all\u2019inserimento di piccoli frammenti conservati a Windsor all\u2019interno delle pagine del Codice Atlantico, ripristinandone cos\u00ec il loro contesto originale. Questo risultato \u00e8 frutto di un lavoro complesso, che ha richiesto l\u2019analisi delle dimensioni e della preparazione della carta, dei mezzi di scrittura e delle filigrane &#8211; tutti elementi disponibili come filtri all\u2019interno di Leonardotheka. Una ricostruzione particolarmente significativa ha consentito di riaccostare il disegno di un cavallo (foglio 912345r della Royal Collection) a un appunto sul monumento equestre tardoantico del <em>Regisole<\/em> a Pavia (foglio 399r del Codice Atlantico). Il foglio cos\u00ec ripristinato \u2018fotografa\u2019, con ogni probabilit\u00e0, il momento in cui Leonardo concep\u00ec il bozzetto per il cavallo destinato all\u2019ambizioso, e mai completato, monumento equestre dedicato a Francesco Sforza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli avanzati strumenti di Leonardotheka consentono agli utenti di navigare nel labirinto delle carte di Leonardo grazie a dati minuziosi sulle propriet\u00e0 fisiche e materiali (le filigrane sono state acquisite e digitalizzate da Haltadefinizione, tech company di Gruppo Panini Cultura) e sulle tecniche di scrittura e disegno. La piattaforma contiene inoltre link a fogli correlati, trascrizioni, note critiche, indici tematici e bibliografie, inclusi quelli ai materiali della biblioteca digitale del Museo Galileo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Ambasciatore Fabio Cassese, che ha aperto la conferenza \u201cLeonardotheka, an innovative tool for the study of Leonardo\u2019s codices\u201d all\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Londra, ha dichiarato:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019importanza di Leonardo trascende i confini nazionali. Leonardo non appartiene soltanto all\u2019Italia, ma al patrimonio culturale e scientifico dell\u2019intera umanit\u00e0. La sua opera rappresenta l\u2019incontro straordinario tra arte e scienza, immaginazione e capacit\u00e0 di osservazione, creativit\u00e0 e razionalit\u00e0. Per questo, progetti come Leonardotheka rivestono un\u2019importanza cruciale, che va ben oltre la ricerca accademica. La collaborazione tra il Museo Galileo di Firenze, il Royal Collection Trust di Windsor e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano costituisce un esempio virtuoso di questo spirito di cooperazione e dimostra come istituzioni di Paesi diversi possano lavorare insieme per rendere la conoscenza pi\u00f9 accessibile, interconnessa e viva.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Professor Paolo Galluzzi, Presidente Emerito ed ex Direttore del Museo Galileo, ideatore e responsabile scientifico della Leonardotheka, ha dichiarato:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Leonardotheka \u00e8 uno strumento che mette a disposizione degli studiosi del mondo intero inaudite possibilit\u00e0 di esplorazione dell\u2019enorme e prezioso tesoro di informazioni contenuto nei manoscritti di Leonardo da Vinci. Grazie all\u2019 accordo di collaborazione scientifica del Museo Galileo con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e il Royal Collection Trust, Leonardotheka 2.0 consente l\u2019esplorazione integrata del Codice Atlantico e del prezioso complesso dei fogli vinciani conservati presso la Royal Library a Windsor. Questo strumento innovativo segna l\u2019avvio di una nuova ed estremamente promettente stagione di studi sull\u2019eredit\u00e0 artistica, scientifica e letteraria del Genio di Vinci.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Professor Michele Ciliberto, Presidente dell\u2019Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, Firenze, <\/strong><strong>ha dichiarato<\/strong><strong>:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Leonardotheka 2.0 \u00e8 un lavoro di grande importanza che favorir\u00e0 lo sviluppo degli studi leonardiani, su nuove basi. Grazie al Museo Galileo, all\u2019avanguardia in Italia e sul piano internazionale nel delineare nuove prospettive di indagine su protagonisti della cultura umanistica e rinascimentale, questo rivoluzionario progetto non contribuisce solo a rimettere a fuoco nella sua forma originale un autore complesso come Leonardo, ma contribuisce alla nuova interpretazione, in corso ormai da alcuni anni, di quest\u2019epoca cruciale nella storia dell\u2019Europa. Attraverso innovativi strumenti digitali progettati per analizzare i testi originali, Leonardotheka 2.0 render\u00e0 possibile questa sfida.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Roberto Ferrari, Direttore Esecutivo del Museo Galileo, ha dichiarato:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Leonardotheka rappresenta un precedente ineludibile che dimostra come le istituzioni culturali possano e debbano mantenere la propriet\u00e0 intellettuale delle proprie iniziative digitali, resistendo alla tentazione di delegare tali responsabilit\u00e0 a piattaforme commerciali. Questo modello si pone in deliberato contrasto con due tendenze altrettanto riduttive: la proliferazione di biblioteche digitali generiche, che privilegiano la quantit\u00e0 dei contenuti a scapito della profondit\u00e0 scientifica, e il crescente tentativo di trasformare l\u2019eredit\u00e0 di Leonardo in una risorsa commerciale, mascherata sotto la veste rispettabile della cosiddetta \u2018industria culturale\u2019. In un\u2019epoca di rapidissima evoluzione dell\u2019intelligenza artificiale, questo progetto ci ricorda che il vero valore degli studi umanistici digitali risiede nella volont\u00e0 delle istituzioni scientifiche di assumersi la responsabilit\u00e0 diretta di plasmare gli strumenti attraverso cui il nostro patrimonio comune viene esplorato e compreso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Museo Galileo &#8211; Istituto e Museo di Storia della Scienza, fondato nel 1925, dal 1930 ha sede a Palazzo Castellani, un edificio sulle rive dell\u2019Arno risalente all\u2019XI secolo. Le sue raccolte di rilevanza mondiale contano oltre 5.000 strumenti scientifici databili dall\u2019XI al XIX secolo, provenienti in massima parte dalle collezioni medicea e lorenese. \u00c8 un centro internazionale di ricerca e documentazione. Progetta e produce esposizioni che esplorano le relazioni tra scienza, tecnologia e arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Londra \u2013 in collaborazione con il Museo Galileo e il Ministero della Cultura \u2013 ha ospitato il lancio di una nuova piattaforma online che riunisce per la prima volta dopo oltre 400 anni le due principali raccolte di scritti e disegni di Leonardo da Vinci. 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