Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Sicurezza alimentare globale al centro del dialogo promosso dall’Ambasciata d’Italia a Londra

Food Security 1

Londra, 24 giugno 2026Si è tenuto presso l’Ambasciata d’Italia a Londra l’evento “Food Security in Times of Global Uncertainty”, un confronto di alto livello dedicato alle crescenti pressioni che gravano sui sistemi alimentari mondiali. L’iniziativa è stata organizzata dall’esperta agricola dell’Ambasciata, Gabriella Manfredi, in collaborazione con le tre Organizzazioni Internazionali delle materie prime con sede a Londra: l’International Grains Council (IGC), l’International Coffee Organization (ICO) e l’International Sugar Organization (ISO).

All’incontro ha partecipato da una platea composta da rappresentanti del mondo istituzionale e accademico, da diplomatici e operatori della filiera agroalimentare. Al centro della discussione l’impatto di tensioni geopolitiche, conflitti, shock climatici e fragilità logistiche sulle filiere delle materie prime agricole – dai cereali allo zucchero, dal caffè agli altri prodotti agroalimentari – con conseguenze dirette sulla disponibilità, la possibilità di accesso e i costi del cibo.

Nel suo discorso di apertura, l’Ambasciatore d’Italia a Londra, Fabio Cassese, ha osservato come la sicurezza alimentare sia passata, in pochissimo tempo, dai margini del dibattito politico al suo centro. La stessa interconnessione che ha portato efficienza e abbondanza ai mercati internazionali li ha resi più vulnerabili alle interruzioni.

Ribadendo la storica priorità che l’Italia attribuisce alla sicurezza alimentare, l’Ambasciatore ha ricordato la candidatura italiana di Maurizio Martina, attuale Vice Direttore Generale della FAO, alla carica di Direttore Generale dell’Organizzazione.

Il panel, introdotto e moderato da Tim Benton (Leeds University), ha riunito Arnaud Petit (IGC), Pedro Arruda (ISO), Laurent Pipitone (ICO), Francesca Re Manning (Cambridge University) e Simone Severini (Università della Tuscia).

Dal confronto è emerso come il principale fattore di shock per i mercati resti l’interruzione dell’offerta: emblematico l’impatto della guerra in Ucraina sui prezzi dei cereali. Le tensioni logistiche — dal Canale di Panama allo Stretto di Hormuz — hanno messo sotto pressione il sistema senza però provocarne la rottura. È stato evidenziato il passaggio degli importatori da una logica “just in time” a una “just in case”, che richiede maggiore trasparenza dei mercati e fiducia tra i Paesi.

Ampio spazio è stato dedicato alla vulnerabilità delle filiere dello zucchero e del caffè – cruciale per il reddito di milioni di agricoltori e molto esposto al cambiamento climatico – e alle strategie per costruire sistemi alimentari più resilienti e sostenibili. In una prospettiva italiana, è stata richiamata l’attenzione sulla sicurezza alimentare “economica”: la forte dipendenza dalle importazioni di proteine vegetali come la soia è determinante per filiere produttive di eccellenza per prodotti di origine animale. Tra le sfide emergenti è stato segnalato anche il rischio di attacchi informatici ai sistemi digitali e di intelligenza artificiale ormai diffusi nella produzione e nella trasformazione agroalimentare.

L’evento ha confermato l’impegno comune dell’Italia, insieme ai suoi partner internazionali, a rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari globali attraverso cooperazione, trasparenza e dialogo, conciliando le esigenze della sicurezza alimentare con gli obiettivi di sostenibilità e di transizione ecologica.

 

Per ulteriori informazioni, contattare: stampa.amblondra@esteri.it

 

 

 

Photos by Ariel Giovannetti